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Scaffaletto approda in Basilicata

Coinvolti l’Azienda ospedaliera “San Carlo” di Potenza e il Presidio ospedaliero di Villa d’Agri. “Scaffaletto”, il progetto sociale 2009 del Gruppo Servizio letteratura giovanile (GSLG) finalizzato alla costituzione di una bibliotechina nei reparti Pediatria degli ospedali italiani, è approdato anche in Basilicata. Ed io, in rappresentanza dell’Associazione Amici di Ypsilon di Avigliano, sono stato ben felice di collaborare per presentarlo e farlo conoscere. Non poteva essere altrimenti, e non solo perché da una quindicina d’anni siamo impegnati a dare voce ai ragazzi e ai loro problemi, mediante iniziative di promozione della lettura e della scrittura, di cui è punto di riferimento il giornale “Ypsilon”, che ho l’onore e l’onere di dirigere. Ma anche per un altro motivo. La biblioteca sarà un pretesto per creare un punto di aggregazione e animazione culturale e ludica perché la mente dei piccoli degenti non smetta di giocare con la fantasia e con i personaggi che escono dai libri per far compagnia ai loro sogni, alla loro voglia di entrare nel Paese delle Meraviglie, qual è la vita, sempre. Sempre, anche in presenza di imprevisti e storie spiacevoli. È importante non far interrompere loro questo viaggio, anche quando un qualsiasi problema di salute li porta a fermarsi qualche giorno in ospedale. Insomma, è importante che gli adulti si preoccupino di fare qualcosa per colorare di solidarietà le loro prime esperienze di dolore. È molto responsabile questa dimensione del progetto, una dimensione prettamente educativa, didattica: i piccoli degenti, che con il progetto “Scaffaletto” sono “oggetti” di premure, imparano a divenire “soggetti” di solidarietà, nei confronti di quanti finiscono in luoghi che non hanno il calore delle pareti domestiche: “Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia…”. Imparano, insomma, a dare il calore di una casa a chi viene a trovarsi al freddo del disagio, della povertà, della malattia. Non è facile trascorrere giorni e notti in “case” dove a decidere tempi e modi della propria vita sono altri, dai quali si possono avere, per lo più, prestazioni professionali ed efficaci previste dal regolamento, non una premura, un gesto che faccia compagnia a pensieri e desideri inconfessati. Non previsti dall’organizzazione. Il progetto sociale del GSLG mira a far trascorrere delle ore serene a piccoli degenti e a ricordare loro che con un libro la mente spazia oltre i confini dell’ospedale e oltre ogni confine entro i quali un evento non governabile dalla propria volontà imprigionerebbe la voglia di vivere. Il progetto dice che un libro è la chiave con la quale i pensieri possono aprire ogni porta ed affacciarsi sulla strada che aspetta i nostri passi. Non vorrei apparire irriverente nei confronti degli amici del GSLG, ma devo dire che il “volantino” promozionale del progetto non aiuta a cogliere per intero la intrigante bontà di una intuizione culturale che, mi auguro, diventi un punto fermo dell’attività del Gruppo. Un progetto che si presenta da solo. Infatti, non ho fatto sforzo alcuno per ottenere l’adesione del Direttore generale dell’Azienda ospedaliera “San Carlo” di Potenza, Giovanni De Costanzo, e del Direttore sanitario del Presidio ospedaliero di Villa d’Agri, Bruno Masino. Quest’ultimo ha già indicato come referente il primario del reparto, la dottoressa Italia Iannelli. Perché la scelta di questi due ospedali. Innanzi tutto perché il “San Carlo” è l’ospedale più importante della Basilicata e anche punto di riferimento per “pazienti” di altre regioni del centro-sud; l’ospedale di Villa d’Agri è situato nel cuore di una valle, divenuta famosa nel mondo per il suo sottosuolo ricco di idrocarburi, ma bella soprattutto per le emergenze storico-paesaggistiche e per un parco naturale non ancora a regime, purtroppo. La valle che è una originale “città”, fatta di tanti paesi distanti pochi chilometri l’uno dall’altro. Come tanti quartieri. Villa d’Agri, frazione del Comune di Marsicovetere, è la piazza di questa città sulla carta, alla quale l’ospedale offre qualificati servizi, a misura d’uomo. E poi ci sono anche motivi “personali” dietro la scelta delle due strutture. Nel reparto Pediatria di Potenza è stata spesso ricoverata una ragazza, durante le sue frequenti crisi dovute all’ipertrofia polmonare che l’ha portata alla morte qualche anno fa, appena diciannovenne. Betty Federici, una ragazza straordinaria, ospite della casa Famiglia “Stella del mattino” di Potenza, alla quale sono stato legato da grande affetto. Seppure consapevole di avere un percorso di vita segnato, riusciva a vivere con il sorriso, che non perdeva quando si affidava alle cure dei medici del reparto. A Villa d’Agri, negli anni ’90 ho diretto il giornale “La Fontana della valle”, una felice intuizione editoriale di Nino Triunfo. L’esperienza mi ha permesso di conoscere i problemi di una zona dalle straordinarie possibilità di sviluppo e di affezionarmi a molte persone del posto, della cui amicizia ancora oggi godo. A questo si aggiunga che da alcuni anni una delle mie figlie lavora come pediatra in quell’ospedale e il cerchio si chiude. Queste esperienze mi hanno convinto che “Scaffaletto” in quelle due realtà non sarebbe stato un corpo estraneo, potendo contare su un vissuto dalle radici solide. E da come siamo partiti, non mi sono sbagliato. Lello Colangelo

GRUPPO DI SERVIZIO PER LA LETTERATURA GIOVANILE